Gravedona: Bongiasca vende l’albergo di Laglio
da LaprovinciadiComo.it
È passata di mano la proprietà dell’hotel Plinio au Lac, un albergo quattro stelle della Riva Romantica dotato di una quindicina di camere, ma sull’operazione i protagonisti della compravendita hanno calato una coltre di riservatezza.
A cedere è la società Effequattro srl riconducibile al sindaco di Gravedona Fiorenzo Bongiasca, 50 anni, già presidente del consiglio provinciale, mentre a acquistare è la Lario Fondiaria srl rappresentata da Antonio Albonico, nativo di Gravedona, residente a Dubino con studio di commercialista a Colico.
Fiorenzo Bongiasca si limita a dichiarare che «la cessione dell’immobile è avvenuta nell’ambito di una compravendita autorizzata dal tribunale collegata all’alienazione dei beni della società Effequattro. Si tratterebbe di un lotto di una quindicina di unità immobiliari localizzate tra Como, Carlazzo e l’Alto Lago, comprendenti anche l’hotel di Laglio».
Bongiasca aggiunge che «conclusa l’operazione con la firma degli atti, la Effequattro è stata posta in liquidazione».
Sono passati i muri, ma non la gestione e la direzione dell’albergo che rimangono in capo alla società Gesthotel srl rappresentata da Donatella Gaiani la quale per ammissione della stessa amministratrice «è titolare di un contratto di affitto commerciale con scadenza nel 2018», una condizione che ha dato luogo alla Gesthotel di mantenere con la Effequattro solo un semplice rapporto tra locatore e locatario.
Tanto più che la Gesthotel è proprietaria della licenza relativa all’attività di ristorante, albergo e conduzione degli impianti annessi, compreso il panoramico terrazzo a lago prospiciente la casa.
L’albergo e gli annessi, con esclusione delle sovrastanti casette a schiera che l’anno scorso avevano ricevuto una severa censura da parte degli ambientalisti nel corso dell’escursione sul lago promossa da Italia Nostra, erano stati acquistati dalla Effequattro nel dicembre 2001 per un corrispettivo di un miliardo e 700 milioni delle vecchie lire a seguito della vendita all’incanto avvenuta con un solo rilancio di prezzo per 90 milioni di lire rispetto a un altro concorrente rappresentato in aula dall’avvocato Dalle Donne.
La casa, già allora, godeva di notevole prestigio in quanto il precedente titolare, l’albergatore Rebutti, aveva provveduto a ammodernata con cospicui investimenti e adeguarla all’accoglienza anche dei portatori di handicap al punto d’avere ottenuto il premio Rosa Camuna dalla regione Lombardia. La gestione Rebutti, nonostante l’impegno del titolare che aveva investito i risparmi di una vita, era affondata nei debiti e la vendita era stata una conseguenza.
A distanza di anni, seppur con qualche differenza, gli eventi si sono ripetuti nel contesto di una cessione concordata e controllata dal tribunale.





