PASSO IN AVANTI da parte dell’Agenzia delle entrate in favore dei frontalieri: per presentare la dichiarazione dei redditi imposta dallo scudo e dal monitoraggio fiscale ci sarà tempo sino al 30 aprile. Forse, considerato che quelle avanzata ieri dall’Agenzia al ministero delle Finanze è ancora solo una proposta, che però come pare dovrebbe poi essere accolta. A oggi i frontalieri italiani in Svizzera, 55 mila in tutto, 45 mila nel solo Canton Ticino, malgrado le proteste delle sigle sindacali svizzere e italiane restano soggetti allo scudo fiscale e quindi devono presentare la dichiarazione dei redditi in Italia e pagare una sanzione minima di 21 euro.
L’ESSERE considerati «alla stregua di evasori quando si tratta di importatori di ricchezza», spiega Sergio Aureli del sindacato elvetico Unia, è stao duramente criticato tanto da aver organizzato giovedì pomeriggio una riuscita manifestazione a Lugano a pochi passi dal Consolato per protestare contro il Governo. Ora almeno sui tempi per la presentazione della dichiarazione dei redditi c’è un’apertura di sostanza. Infatti per sanare la loro posizione hanno formalmente tempo solo sino al 29 dicembre, «ma è fisicamente impossibile che possano compilarla tutti», gridava giovedì Aureli dal palco di piazza Dante a Lugano, dicendosi pronto a portare i lavoratori a protestare a Roma «se almeno la proroga non sarà garantita». Tempo una manciata di ore ed è arrivato quanto richiesto: «L’Agenzia delle Entrate ha infatti presentato al ministero delle Economia e delle Finanze una norma salvagente che fa slittare al 30 aprile il termine per i lavoratori dipendenti ed equiparati tenuti a sanare l’omessa presentazione del modello RW, dedicato alle attività detenute all’estero al 31 dicembre 2008», recita un comunicato dell’Agenzia che aggiunge come «la proroga dei termini per mettersi in regola con il fisco riguarda i transfrontalieri e i lavoratori dipendenti all’estero di imprese private, italiane, straniere o multinazionali, fiscalmente residenti nel nostro Paese, che possono regolarizzare la loro posizione fiscale anche relativamente agli anni passati».
L’IMPORTO della sanzione, 21 euro appunto, «resta lo stesso anche se il ravvedimento avviene entro il termine prolungato del 30 aprile 2010». Per Claudio Pozzetti, responsabile nazionale Cgil Frontalieri «si tratta di un importante risultato, anche se parziale, ottenuto grazie alla mobilitazione sindacale sfociata nella manifestazione di Lugano, nonché all’impegno dei parlamentari, di maggioranza e di opposizione, che hanno raccolto le nostre iniziative e avanzato le richieste in proposito al Governo. Continueremo nell’impegno per raggiungere gli altri obiettivi, a partire dall’esclusione del Secondo pilastro previdenziale per i frontalieri italiani in Svizzera dal monitoraggio».
L’Unia intanto non abbassa la guardia e per lunedì ha organizzato altre inziative per tenere desta l’attenzione su quello è considerato un problema pesante da tanti lavoratori.


