Se a pensar male si fa peccato ma spesso s’azzecca, era difficile non sentire il forte vento elettorale soffiare nella mattinata di gala di ieri, organizzata a soli due mesi dal voto per le regionali. C’erano tutti: dal consigliere comunale al ministro, passando per il presidente del Consiglio. In diretta telefonica.
Campagna o no, quel che conta è che il cantiere della Pedemontana – una strada che la Lombardia sogna da quarant’anni – sia finalmente partito.
Comprensibile, quindi, che gli amministratori volessero celebrare la prima pietra a Cassano Magnago (Varese) con un evento sfarzoso. Forse un po’ troppo, secondo Confartigianato Varese, che non ha gradito quei 300mila euro spesi per accendere le ruspe dell’autostrada Pedemontana, l’arteria che doveva in principio tagliare la Lombardia settentrionale da Est a Ovest e che oggi è stata ridotta ad alcuni tronconi separati tra loro. Un sistema viabilistico complesso: l’autostrada (67 km) partirà da Cassano Magnago e arriverà alla barriera di Osio Sotto (Bergamo), toccando le province di Varese, Como, Monza e Brianza, Milano e Bergamo. Sono poi previsti altri 20 chilometri di tangenziali (Como e Varese) e 71 di viabilità ordinaria.
I comaschi ne guadagneranno? Probabilmente sì. Per andare a Bergamo in auto, oggi, o passano dalla Statale, che al primo tamponamento diventa una trappola, o fanno il giro dell’oca imboccando l’autostrada fino a Milano e deviando verso Venezia. Con la Pedemontana basterà innestare la nuova strada nei pressi di Lomazzo e puntare verso Est. Paradossalmente, però, il vero vantaggio per Como sta – o dovrebbe stare -nell’unico tratto di Pedemontana ancora in forse: il secondo lotto della Tangenziale lariana, previsto nel progetto ma cassato dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) e, perciò, privo delle risorse. I soldi continuano a non esserci, ma il governatore della Lombardia assicura, sulla parola, che «si farà tutta la tangenziale di Como».
La Pedemontana coinvolge 5 province e 94 comuni, un territorio in cui vivono 4 milioni di persone e sono attive 300mila imprese. Autostrada, tangenziali e viabilità minore aggiungeranno alla rete stradale lombarda altri 157 km, 31 dei quali in trincea, 14 in galleria e cinque su viadotti. «Nei primi mesi del 2014 apriremo la prima tratta – dice Salvatore Maurizio Lombardo, amministratore delegato di Pedemontana spa – A seguire tutte le altre entro l’Expo 2015». Antonio Rognoni, amministratore delegato di Concessioni Autostradali Lombarde, fa notare che «di Pedemontana si parla dal 1960, e la prima concessione risale al 1990. Andremo a realizzare un’autostrada tecnologica, senza caselli e senza pedaggi “fisiciâ€Â». L’iter per avviare il cantiere è stato piuttosto travagliato, come ricorda Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle Infrastrutture.
«Nel 2006 dissi ad Antonio Di Pietro, allora ministro alle Infrastrutture, di darmi un miliardo di euro e io avrei fatto la Pedemontana. E così è stato. Sapete che mi piace concludere con una promessa – ha aggiunto Cattaneo – ebbene, datemi altri cinque anni e sistemerò anche i pendolari». Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, ha osservato: «Gli 11 miliardi di infrastrutture che stiamo costruendo servono a uscire dalla crisi. La Pedemontana ci tiene agganciati al cosiddetto Corridoio 5 Lisbona-Kiev». In sala anche il ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, che ha citato la Pedemontana come «esempio di collaborazione Stato-Enti locali». Il governo era rappresentato, ieri, anche dal premier Silvio Berlusconi, intervenuto al telefono.
«Dopo 45 anni -ha detto Berlusconi – aver fatto partire il cantiere è una grande soddisfazione. Ringrazio gli azionisti che si sono impegnati, per le lungaggini della vecchia politica e della burocrazia hanno dovuto metterci un po’ di anni. Nel 2003 noi abbiamo inserito l’opera nella legge obiettivo e il progetto ha iniziato a camminare. Col Cipe, poi, abbiamo aperto il cantiere». Dopo un siparietto con Bossi (Berlusconi consigliava di piantare più alberi per tutelare l’ambiente, Bossi gli rispondeva: «Silvio, lasa stà : ci pensa la Lega al verde»), il premier ha detto che secondo alcuni sondaggi elettorali il centrodestra in Lombardia è «quasi al doppio rispetto alla sinistra».
La benedizione di monsignor Luigi Stucchi, vicario episcopale di Varese, ha preceduto lo show finale: una ruspa ha abbattuto un muro di ghiaccio. Il cantiere, quello vero, ora è ufficialmente partito.
Pedemontana: aperto il cantiere


