I consumatori cambiano le loro abitudini: non rinunciano ad una vacanza, ma al capo firmato. I commercianti sempre più in balia dei segnali di crisi tanto che tra gennaio e marzo sono cessate 285 attività contro le 212 nuove iscritte con un saldo di registrazioni di 10.701.
«A Como si assiste ad un turn over di attività – commenta Giansilvio Primavesi, presidente di Upcts di Como – qualcuno stringe i denti per far fronte alle difficoltà temporanee, dando fondo ai risparmi di una vita, per molti altri invece ciò non è possibile. Per questo come associazione, in questi mesi abbiamo voluto sostenere gli iscritti garantendo certi privilegi e mantenendo contatti stretti con le istituzioni affinché si riesca a supportare chi si trova in difficoltà ».
L’economia è in bilico e lo sono anche gli operatori, ma gli stessi consumatori stanno modificando le proprie tendenze. Una rivoluzione che porta a guardare con più attenzione alle occasioni offerte proponendo una modalità di acquisto che non mette più al centro la ricerca della qualità assoluta.
«È un dato di fatto – spiega Primavesi – i commercianti, nel calderone della crisi, ci sono a piedi uniti e solo qualcuno, a macchia di leopardo, riesce a fare meglio di altri ponendo al centro dell’attività strategie di marketing differenziate. Nei primi sei mesi dell’anno molti titolari di negozi hanno preferito contenere gli investimenti e lasciare in banca i denari accantonati fino ad oggi a tutela di quanto accadrà in futuro. Non dimentichiamo poi che il commerciante ha sì a cuore il proprio lavoro, ma anche i dipendenti e le famiglie degli stessi per cui si sente doppiamente investito di una forte responsabilità . È opinione comune che soffrono e stringono i denti tentando il tutto per tutto
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