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Eccezionale scoperta:incisioni rupestri in Val Cavargna
ago 13th, 2010
categorie: Attualità
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il sentiero delle trinceeE’ di questi giorni la stupefacente notizia del rinvenimento in Val Cavargna, o meglio la scoperta da parte di Andrea Savonitto “il Gigante”, gestore del Rifugio Croce di Campo, di numerose incisioni rupestri risalenti nientemeno che al Neolitico, durante l’età del Ferro, la stesso periodo di vita dell’ormai famosissimo OTZI (la mummia del Simulaun),vera e propria attrattiva scientifica, e turistica, delle Alpi Venoste.
Nel mese di Luglio durante uno dei suoi soliti giri esplorativi nei dintorni del rifugio sotto le pendici del Pizzo di Gino, “il Gigante”,guida alpina del CENTRO DI ALPINISMO MODERNO con un lungo passato di collaborazione con enti museali, parchi ed istituzioni scientifiche, si è imbattuto in un masso al cui centro,inequivocabili, si presentavano alcune grosse COPPELLE, delle incisioni a forma di tazza profonde anche una decina di centimetri. Chissà quanta altra gente le avrà già viste prima (pastori, cacciatori o semplici escursionisti)….Ma una mente allenata a cogliere i significati di ogni segno presente sul territorio anche in questo caso fa la differenza. Ed un “buchetto” senza senso può diventare un libro aperto, ancora da tradurre, su di un remoto passato.
Nel corso dell’ultimo mese Andrea Savonitto ha quindi compiuto un lavoro di ricerca sistematico sui territori limitrofi rinvenendo in oltre una decina di siti vicini,ma sparsi sui versanti meridionali della Cima delle Pianchette e del Pizzo di Gino, numerose e diversificate incisioni, coppelle di varia grandezza e istoriazioni cruciformi che lasciano intendere una densa frequentazione di queste montagne già a partire dal Neolitico.
Sulle Alpi,non solo italiane, dal Piemonte alla val Venosta,passando per alcune zone della Valtellina (ma anche in Apennini) esistono alcune zone dove questo tipo di incisioni sono ben rappresentate e note. Ciò può condurre a pensare ad una “cultura diffusa” (religiosa o funzionale) già esistente in epoche in cui simili distanze erano viaggi avventurosi al di là della nostra immaginazione. Altri ritrovamenti ed alcune segnalazioni già riguardano anche le montagne dell’Alto Lario, ma una simile densità di siti limitrofi interessati da incisioni fa del ritrovamento in Val Cavargna un caso particolare sicuramente da approfondire con studi e ricerche specifiche.
Non si conosce ancora un significato preciso di questi manufatti preistorici e scarsi sono gli studi al proposito anche in ambito scientifico. Si parla di un utilizzo utilitaristico come rudimentali lampade a grasso o resina. Si dice in alcuni casi,con molte coppelle collegate da incisioni, che possano essere addirittura siti sacrificali. O ancora segnalazioni topografiche atte ad indicare una cima, un passo o un insieme di notizie utili decifrabili sul territorio secondo un “linguaggio comune” naufragato nella notte dei tempi.
Le incisioni rupestri delle Coppelle del Neolitico sono già da ora un nuovo strumento culturale nella proposizione didattica delle attività organizzate da Andrea Savonitto, per le scuole, al Rifugio Croce di Campo e si affiancano,degnamente, alle altre iniziative di conoscenza e promozione del territorio già attivate nel recente passato e sempre più apprezzate dai gruppi organizzati ma anche dai singoli escursionisti che transitano in alta Val Cavargna. Il Savonitto negli ultimi anni si è anche adoperato, a sua cura e spesa, nella segnalazione di numerosi sentieri, mai prima interessati da intervento alcuno; sentieri di accesso al Rifugio ed alle cime circostanti; o in collegamento alle alte vie dei Monti Lariani e del Sentiero delle 4 Valli. Tra questi di notevole bellezza ed interesse didattico “IL SENTIERO DELLE TRINCEE”, un percorso ad anello, effettuabile in un paio d’ore dal Rifugio Croce di Campo e adeguatamente segnalato con paline in metallo, che consente di visitare alcuni manufatti, trincee appunto,bunker e ruderi di posti di comando, risalenti alle grandi opere difensive concepite e realizzate ad inizio del ‘900 a scopo difensivo, dal Lago Maggiore al Mortirolo, dal Generale Cadorna: LA LINEA CADORNA.
Tutto ciò concorre, con la preesistente realizzazione delle alte Vie e della Via del Ferro nel formare in Val Cavargna un comprensorio di eccezionale valenza turistica e didattica, utile alla proposizione di un concetto di sviluppo locale,altrove già ampiamente sperimentato,in sintonia con le valenze e le peculiarità proprie del territorio: a basso impatto ambientale e onere economico irrilevante.
Nel corso dei mesi di Giugno e Luglio si è anche fatto un importante lavoro di ricerca fotografica durante la fioritura stagionale che ha consentito di riconoscere,localizzare e censire una considerevole varietà di specie vegetali, alcune endemiche o molto rare. Queste conoscenze permetteranno di organizzare ancora meglio, con un percorso ad hoc, le attività didattiche del CENTRO DI ALPINISMO MODERNO, organizzato da Andrea Savonitto da oltre vent’anni nei rifugi in quota da lui gestiti e, ora al RIFUGIO CROCE DI CAMPO: l’ unica Scuola stabile di Alpinismo e Naturalismo sulle Montagne di Lombardia.
Grazie per l’attenzione. Vi sarei grato,in caso di pubblicazione o chiarimenti, nell’essere contattato al Cell. +39 339 4373186 (durante il mese di agosto non rispondo a e.mail)
Guida Alpina Andrea Savonitto
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