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Attenti alla franchigia piccola piccola
gen 3rd, 2010
categorie: Attualità, Frontalieri
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08-2008 _123_ Dogana Svizzerada La Provincia di Como

Dalla Svizzera merci non oltre un valore di 50 euro. Altrimenti si paga cara

Scudo fiscale; sanzioni cash con oblazione al momento; capitali di passaggio, titoli, bond giapponesi, statunitensi ed australiani colorati di ?giallo permanente?, mobilitazione dei frontalieri e dei sindacati, pattuglie mobili e controlli di retrovalico, ordinari sequestri di merce di contrabbando: la frontiera tra Como e Chiasso ha vissuto un anno ad alta intensità, sotto gli occhi di tutt’Italia.
Ma le popolazioni di confine, di città o di paese, restano con le mani legate: non possono portare in Italia merci acquistate in Svizzera dal valore superiore ai 50 euro a testa. La disposizione che aumenta la ?franchigia?, cioè il valore delle merci esenti dal pagamento dei diritti di confine, l’anno scorso è stata elevata dai 20 euro in cui era inchiodata dal momento del cambio con la lira, ma la spesa frontaliera non è libera. Innanzitutto, è limitata dalla crisi economica, la restrizione dei normali commerci transfrontalieri è notata anche dai militari e dai funzionari di dogana che presidiano i valichi comaschi. L’attenzione dei controlli è virata sulle contraffazioni, sulle merci pericolose per la salute e per la sicurezza, per le frodi. Ma non è sfumata per il maglioncino di cashmere acquistato in sconto al centro commerciale di Mendrisio o di Chiasso, soprattutto in questo periodo di franco svizzero al di sotto dell’1,5 euro. Certo non rappresenta l’interesse prioritario di chi presiede alla difesa dell’Erario nazionale, il quale si concentra un po’ meno sul pacchetto e mezzo di sigarette dei frontalieri e sul capo d’abbigliamento. E si rivolge alla valuta, alle somme frazionate, alle banconote nelle pancere: ne era convinta anche un’avvocatessa comasca che ha acquistato due paia di jeans e quattro maglioni per le due figlie a Mendrisio. Ha superato la franchigia e in dogana è stata controllata. «Ho dichiarato che cosa avevo acquistato, all’oscuro che le franchigie esistessero ancora. Ho pagato 30 euro di Iva e diritti: adesso lo so», dice e un po’ ride e un po’ si stupisce. Però, i residenti entro i 15 chilometri dalla fascia di confine possono tuttora portare dalla Svizzera in Italia 20 sigarette al massimo o dieci sigaretti o 25 grammi di tabacco; 12,5 centilitri di alcool o 25 di bevande alcoliche, un litro di vino e due di birra, un pieno di benzina.
Un paradosso? Da sempre, in frontiera, si intrecciano paradossi: c’è chi portava indenne i miliardi e chi si faceva beccare con i Moretti di cioccolato e crema di zucchero. 

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